Alla scoperta del cibo del futuro

Nei giorni scorsi ho letto il nuovo numero della rivista “Good Genes“, che contiene numerosi articoli dedicati alle produzioni alimentari del futuro. Gli articoli, liberamente consultabili online, vi porteranno alla scoperta di tante nuove aziende che stanno immaginando (e realizzando) modi nuovi per produrre i nostri alimenti.

Leggendo “Good Genes” avrete modo di seguire il lavoro Jellatech, una azienda che mira a produrre collagene da cellule in coltura (e non da tessuti animali come solitamente avviene), e di  Air Protein, azienda che ha sviluppato una nuova tecnologia che permette di produrre carne dall’aria, o meglio dall’anidride carbonica in essa contenuta. Questi sono solo due esempi dei numerosi progetti in corso per produrre artificialmente cibo in modo maggiormente sostenibile e etico.

Il volume vi darà modo di scoprire Protera Bio che mira a prolungare la shelf life di prodotti alimentari sostituendo gli additivi chimici oggi usati con proteine. Questo progetto (come segnalato dalla rivista Forbes), ha ricevuto un finanziamento di quasi 6 milioni di dollari ad attestare l’interesse per queste nuove produzioni.

In modo analogo, grande attenzione ha ricevuto Atlast Food Co che, come vedrete nell’articolo presente su “Good Genes“, si dedica alla produzione di carni alternative sfruttando le proprietà dei miceli (l’apparato vegetativo dei funghi). In particolare, Atlast creerà vere e proprie strutture che riproducono quelle della carne (utilizzando una schiuma di micelio simile per consistenza al marshmallow, chiamata appunto Atlast) che sarà utilizzata come supporto per coltivare le fibre della carne così da realizzare tagli su misura di carne di origine sia vegetale che cellulare.

“Attualmente le carni alternative si presentano con una trama macinata come hamburger, bocconcini o salsicce, Atlast Food intende dare una risposta alle aziende che vogliono introdurre nel mercato interi tagli di carne, come nel caso di bistecche o petti di pollo. Ha già sviluppato prototipi di nuovi prodotti alimentari e ha dichiarato di aver avuto ottimi risultati e di aver ricevuto apprezzamenti dalle aziende con cui li ha condivisi. Ora sta creando un team ad hoc, con esperti e anche uno chef”. (Alessandra Apicella, Le donne del food)

Non solo cibo per adulti, ma anche alimenti per bambini, come il latte artificiale, oggi possono essere prodotti in modo diverso. Conagen ha messo a punto un modo efficiente per produrre gli oligosaccaridi del latte umano senza usare OGM ed ha anche sviluppato un processo di fermentazione per produrre lattoferrina simile a quella umana, una proteina che contribuisce alla digestione nei neonati. Solitamente si usa lattoferrina bovina che viene aggiunta alla formulazione del latte artificiale come ingrediente aggiuntivo, ma Conagen sembra in grado di produrre una lattoferrina molto simile a quella umana.

Nei mesi scorsi due scienziate di Biomilq, una start-up che sta cercando di riprodurre il latte materno in laboratorio servendosi di cellule del tessuto mammario cresciute in un bioreattore, avevano annunciato di aver prodotto campioni di latte artificiale che contengono contemporaneamente le proteine e gli zuccheri principali presenti nel latte materno, in particolare la caseina e il lattosio. A maggio 2020, Biomilq ha ottenuto 3,5 milioni di dollari da un gruppo di investitori guidati da Bill Gates.

Biomilq e Conagen non sono le uniche aziende che mirano a creare un nuovo tipo di latte materno artificiale. Con un approccio simile, sul mercato trovate infatti anche TurtleTree Labs a Singapore e Helaina, con sede a New York.

Tutti questi esempi ci mostrano che il cibo “artificiale” del futuro è sempre più presente e reale e toccherà solo a noi decidere cosa vogliamo mangiare e capire come combinare il nostro benessere con quello del pianeta su cui viviamo.  L’obiettivo comune di tutti questi progetti? Produrre cibo in abbondanza per tutti, usando una quantità minore di risorse direttamente prelevate i natura.

Quello che vogliamo fare è scollegare la produzione alimentare da quella delle piante e degli animali” (Pasi Vainikka, amministratore delegato di Solar Food)

“Good Genes” presenta infine un articolo che ci ricorda l’importanza che CRISPR ha per realizzare le piante del futuro, ma su questo punto in Italia siamo ancora in attesa di indicazioni.

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