I nuovi agricoltori italiani? Competenti, interconnessi e aperti alle innovazioni

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i risultati dell’ultima indagine dell’Osservatorio Giovani agricoltori, promossa da Edagricole e dalla rivista Terra e Vita in collaborazione con Nomisma e Bayer. I dati raccolti nel 2020 hanno indagato in particolare la propensione dei giovani per l’innovazione, in un sondaggio focalizzato sulle nuove tecnologie e sulle frontiere dell’agricoltura sostenibile e digitale.

I dati mostrano la presenza di nuova generazione di imprenditori agricoli italiani competenti, interconnessi e aperti alle innovazioni legate all’agricoltura 4.0, anzi sembra proprio che sia la digital farming a guidare il ricambio generazionale in atto nel comparto primario in Italia.

Il 70% dei giovani agricoltori è pronto a utilizzare le Tea (Tecnologie di evoluzione assistita), la frontiera più evoluta e sostenibile delle biotecnologie applicate in agricoltura. E il 45% già usa una o più soluzioni di agricoltura digitale per migliorare la sostenibilità, la gestione aziendale e per valorizzare la qualità delle produzioni.

L’analisi dei risultati indica che i giovani imprenditori agricoli si informano su Internet (43%), consultano riviste specializzate (29%) e frequentano gli eventi di settore (26%). Quasi la metà di loro (il 45%) adotta soluzioni di agricoltura 4.0 e il 19% ne utilizza più di una.

Interessanti anche i dati legati alla digitalizzazione perché l’informatica non è più usata solo per gestire la contabilità, ma anche per far funzionare le attrezzature a rateo variabile (14%) e le centraline meteo con l’idea che l’innovazione sia il modo migliore per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità (36%) efficienza gestionale (18%), contenimento dei costi (17%) e valorizzazione della produzione (12%).

“I giovani agricoltori dimostrano di costituire la risorsa più efficace per realizzare l’obiettivo di un’agricoltura più smart & green in linea con gli obiettivi tracciati dall’Unione europea con il Green New Deal. Le nuove leve diffondono il paradigma dell’agricoltura 4.0. E allo stesso tempo è la digital farming a innescare il necessario ricambio generazionale del comparto primario. Una doppia evoluzione favorita dalla predisposizione all’innovazione dei nativi digitali, dalla migliore connettività e dalla disponibilità di nuovi dispositivi smart, efficaci ed intuitivi”.

(Lorenzo Tosi, giornalista Edagricole)

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  1. pregiuliano ha detto:

    Bello! Ottime notizie.

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