E’ fresco questo alimento? Chiedilo alla confezione usando il tuo cellulare

Negli ultimi due decenni, il progresso tecnologico ha fortemente modificato non solo il modo in cui è prodotto ciò che mangiamo, ma anche le tecnologie con cui gli alimenti vengono confezionati e conservati. In parallelo è cambiato il comportamento dei consumatori e si sono andate modificando le loro aspettative, che sempre più premiano quelle aziende che hanno dimostrato di essere in grado di offrire loro una crescente quantità di dati.

Con l’Internet of Things, i progressi nel mobile computing e i biosensori si sono aperte nuove prospettive perché è divenuto possibile usare i comuni smartphone per leggere il “segnale” emesso da biosensori, presenti sulla superficie dell’imballaggio, in grado di segnalare la presenza di uno specifico batterio allertando il consumatore.

Tra i diversi articoli scientifici usciti recentemente in questo ambito, uno dei più interessanti è stato pubblicato da un gruppo di ricerca multidisciplinare canadese (che unisce chimici, biochimici e ingegneri)  coordinato da Tohid Didar alla McMaster University. Nel loro articolo, intitolato “Sentinel Wraps: Real-Time Monitoring of Food Contamination by Printing DNAzyme Probes on Food Packaging” e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale ACSNano, i ricercatori canadesi hanno descritto lo sviluppo di un biosensore trasparente applicabile sulla superficie interna della confezione o direttamente sul prodotto e in grado di rilevare la presenza di contaminazioni batteriche nel cibo presente nella confezione.

I consumatori potranno quindi, utilizzando il proprio smartphone, avere informazioni sullo stato di conservazione dell’alimento nella confezione in modo semplice e immediato. Questo è possibile perché il biosensore è in grado di emettere un segnale fluorescente in presenza di uno specifico batterio all’interno della confezione, potendo per altro fornire un segnale “in diretta” che viene quindi aggiornato giorno dopo giorno sino a 14 giorni.

Come illustrato nella figura sottostante (che proviene dall’articolo originale), il sensore consiste in un vero e proprio sistema di detection molecolare, stampato su un supporto flessibile e trasparente, in  grado di evidenziare specifiche proteine del batterio target portando all’emissione di fluorescenza quantificabile in modo semplice.

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Il dato interessante è che questo sistema risulta stabilmente funzionante a diversi pH e presenta una elevata sensibilità. In futuro quindi per capire la conservazione degli alimenti potremo contare su strumenti molto più affidabili della data di scadenza.

La descrizione di questo sensore, realizzata direttamente dall’autore, è disponibile su CTV News:

 

Fonte immagine: Phys.org

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