Quale via per una agricoltura sostenibile?

Da molto tempo tanti agricoltori, ricercatori e cittadini si chiedono come debba essere l’agricoltura del futuro e indubbiamente l’elemento su cui tutti concordano è la sostenibilità, da intendersi come sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Come ricordava la giornalista Cristina Dal Rold in un recente articolo nella rivista Micron, l’Italia oggi è il secondo paese europeo in quanto ad acquisto di pesticidi e insetticidi ed è il quinto per la quantità acquistata di erbicidi. Questo dato si può prestare a diverse analisi, ma nella visione presentata in questo articolo, l’eliminazione di queste molecole dovrebbe essere il primo passo da seguire e la via alla sostenibilità dovrebbe essere quindi quella della produzione biologica.

Siamo però realmente sicuri che in un momento di grandi cambiamenti climatici, di sempre più frequente diffusione di specie invasive dannose in agricoltura, di ricorrenti crisi idriche e di perdita di qualità dei terreni coltivabili, la via del biologico sia quella più utile per garantire la produttività e la redditività che l’agricoltura deve necessariamente avere oggi?

La chimica in agricoltura oggi usa prodotti sicuri e a bassa persistenza nell’ambiente e i dati del Ministero della Salute indicano chiaramente “un elevato livello di sicurezza alimentare sui prodotti vegetali e un elevato livello di protezione dei consumatori”. A questo si deve aggiungere che “la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli ha subito un assestamento al disotto della media europea ed al disotto dell’1% (0,9%). Tale risultato positivo è attribuibile in parte alle attività delle strutture sia centrali sia territoriali ormai permanentemente impegnate nel controllo ufficiale in materia di prodotti fitosanitari in Italia, in parte alla costante revisione in senso restrittivo operata dal Ministero su alcuni impieghi ammessi, nonché ad una sempre maggiore consapevolezza degli operatori agricoli nell’impiego dei prodotti fitosanitari”.

Come sottolineano Veronique Bellon Maurel e Christian Huyghe in un articolo intitolato “Putting agricultural equipment and digital technologies at the cutting edge of agroecology“, l’agricoltura del futuro deve mirare a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche e della chimica in campo, rallentare la perdita di qualità del suolo nelle aree coltivabili e contenere (più di quanto fatto nel recente passato) il rilascio di contaminanti nell’ambiente.

L’articolo di Maurel e Huyghe mostra chiaramente che la sola riduzione degli insetticidi e degli erbicidi di sintesi chimica usati in campo non rappresenterebbe un significativo miglioramento delle pratiche agricole, che devono essere invece sempre più mirate agli interventi di precisione. Sebbene non citate dagli autori, non si può che prendere atto del fatto le varietà OGM di alcune piante (basti pensare al mais-bt) possono integrarsi perfettamente in questa “revisione” dell’agricoltura.

L’agricoltura di precisione può inoltre essere favorita dal ricorso a strumenti che integrino una molteplicità di dati (tipologia di coltura, previsioni meteorologiche, cicli di trattamenti,..) con strumenti automatizzati di erogazione di acqua, insetticidi e fertilizzanti.

Serve quindi pensare una agricoltura moderna che sfrutti tutti gli strumenti che la ricerca può oggi mettere in campo (letteralmente!) cercando di superare il mito di una agricoltura “sana e rispettosa dell’ambiente” del passato in contrapposizione all’agricoltura “tecnologica” moderna.

Molto spesso sento ripetere (quasi fosse un mantra) che i frutti e le verdure di un tempo erano più saporiti e che l’agricoltura moderna ha sacrificato la qualità alla quantità. Alcuni anni fa, spinto dalla curiosità, chiesi a mia nonna quale fosse il sapore che ricordava meglio della propria gioventù. Mi rispose: “la fame”.

Il futuro dell’agricoltura si fonda quindi sulla capacità di saper sfruttare e integrare tutte le innovazioni oggi disponibili, pensare che tutto si risolva tornando al passato potrà anche essere molto romantico, ma certamente non rappresenta una soluzione utile.

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